Profilo e attività dell’Associazione Comitato Mantova solidale

L’AssociaziLogoone Comitato Mantova Solidale nasce a Mantova nel dicembre 2012 al termine della cosiddetta Emergenza Nord Africa, quando buona parte dei rifugiati subsahariani provenienti dalla Libia in guerra si trova davanti alla prospettiva di restare senza riferimenti, senza alloggio e senza lavoro. Si tratta, come è noto, di migranti forzati, lavoratori e professionisti in Libia, che non hanno scelto di intraprendere alcun percorso migratorio verso l’Italia, ma sono stati costretti a raggiungere le nostre coste a causa di una guerra.

Un gruppo di insegnanti dei corsi di lingua italiana e di medici che si erano occupati della loro salute lancia alla città un appello che viene raccolto da alcune persone che si raccolgono nella nuova associazione e, in collaborazione col Centro Interculturale della Provincia di Mantova, inizia a dar vita a un progetto di aiuto e nuova accoglienza.

I rifugiati stessi chiedono, alla notizia della proroga dell’emergenza al 28 febbraio, di essere tolti dall’albergo in cui erano stati collocati e inseriti in appartamenti, affidando la gestione dei fondi statali alla Provincia di Mantova. Parte così la prima parte della nostra attività: la collocazione di gruppi di rifugiati in appartamenti di cui noi ci siamo fatti garanti con i locatari.

Il risparmio sulla spesa ha permesso a noi e ai rifugiati di proseguire l’esperienza fino ad aprile utilizzando i fondi Ena. Poi siamo intervenuti direttamente con contributi versati e raccolti presso amici dai membri dell’associazione e, in qualche caso, dai rifugiati stessi. La Curia di Mantova ha messo a disposizione due dei cinque appartamenti che stanno abitando, con l’impegno da parte nostra di garantire il pagamento delle spese di condominio e i consumi.

L’inserimento abitativo ci è sembrato rappresentare il primo passo per garantire loro dignità e impedire che andassero a ingrossare le file dei senzatetto. Abbiamo poi avviato varie forme di ricerca di inserimento lavorativo:

  • Due rifugiati, particolarmente abili in attività di sartoria, hanno aperto presso il piccolo supermercato Punto Amico un laboratorio di confezioni che sta avviandosi con buoni risultati.

Abbiamo poi realizzato:

  • Un corso per costruire i loro curricula professionali.
  • Un corso completo di formazione per pizzaioli.
  • Contatti con innumerevoli agenzie di lavoro.
  • Contatti con varie ditte di lavoro agricolo stagionale.
  • Nel 2013 un gruppo di rifugiati è stato assunto con contratti a breve termine per il lavoro stagionale agricolo, ma la crisi del settore e le difficili condizioni metereologiche al tempo della raccolta dei prodotti tipici locali ( angurie e meloni) hanno deluso le nostre speranze di impegnarne un alto numero. I risultati comunque, a detta dei datori di lavoro, sono stati buoni.Nel 2014 l’impiego nel lavoro agricolo stagionale si è esteso e 4 rifugiati hanno avuto un contratto a tempo indeterminato presso la Cooperativa Viadana Facchini.

Da sempre si è cercato di tener vive anche dimensioni culturali che dessero valore alle storie, ai desideri e alle competenze dei rifugiati:

  • Si è costituito il gruppo Tamburi di Mantova che tiene concerti di musica e danze africane e qualche laboratorio di percussione anche nelle scuole. I Tamburi di Mantova si sono esibiti anche in occasione della visita della ministra Kyenge a Mantova per Festivaletteratura. Queste attività hanno garantito piccoli guadagni ai componenti del gruppo musicale.
  • Uno dei rifugiati si è impegnato in attività di scrittura autobiografica e teatro che stanno arricchendo l’attività di un gruppo di psicodramma teatrale guidato da un noto terapeuta.
  • Il più giovane dei rifugiati è stato accompagnato alla licenza media e altri stanno intraprendendo lo stesso percorso.
  • Alcuni rifugiati stanno frequentando corsi di secondo livello per l’apprendimento della lingua italiana.
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