Mantova Solidale è anche cure odontoiatriche gratuite, conservative e protesiche, alle persone che abbiamo in accoglienza. Sono quasi tutti ragazzi tra i 18 e i 25 anni provenienti da vari Paesi africani in fuga da conflitti e povertà.  vengono seguiti sotto il profilo sanitario da un gruppo di medici, psicologi e psichiatri che fanno parte dell’associazione o che ne sono sostenitori e simpatizzanti. Il dentista sono io.


I ragazzi vengono nel mio studio la prima volta accompagnati da un nostro mediatore culturale ma successivamente, imparata la strada, da soli. Inizialmente venivano soltanto quelli col mal di denti, ora invece anche chi vorrebbe una visita e la pulizia: hanno rapidamente realizzato che è meglio prevenire che curare. Talvolta si portano dietro gli amici che, pur senza avere l’appuntamento, chiedono di essere visitati; cosicché un pomeriggio, affacciandomi in sala d’attesa pensando di vedere soltanto i due dell’appuntamento, mi sono trovato davanti 6-7 robusti ragazzotti neri. Alessandra, la mia assistente, ha avuto un attimo di panico-smarrimento: le ho detto che bisognava ingranare la quinta per dare un’occhiata a tutti e prestare almeno le cure più urgenti. Ma non era questa la mia prima preoccupazione: pensavo all’imminente prossimo appuntamento, a quella mia vecchia (in tutti i sensi) paziente della buona borghesia mantovana, benestante e benpensante, che, a quella vista inconsueta in sala d’attesa, poteva sentirsi un po’ spaesata.
I ragazzi presentano di solito carie multiple, purtroppo talvolta in una fase talmente avanzata e destruente che l’unica cura è l’estrazione. Spesso il ciclo di cure richiede numerosi appuntamenti che si protraggono per settimane o mesi.  Questo consente di conoscerci meglio: il dentista diventa un amico che raggiungono con qualche telefonata o sms anche quando la ricerca di un lavoro li ha portati lontano, a Napoli o in Puglia o chissà dove. Devo dire che per me tutto ciò è fonte di grande soddisfazione e mi ripaga più di qualunque parcella.
Ho una certa età e so che prima o poi arriverà il momento di ritirarmi dall’attività professionale. Mi piacerebbe poter passare a qualcuno il testimone della solidarietà e che la pratica di una odontoiatria solidale, già praticata da molti colleghi, si diffondesse sempre di più. Sarebbe oltretutto un modo molto efficace per combattere la crisi e la cosiddetta sindrome della poltrona vuota…

Ernesto Sgarbi

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